IL BASILICO

Basilico: nome botanico di “Basilicum”. Ha complesse associazioni. Qualcuno scrisse che il suo aroma è così eccellente da considerarlo “adatto ad una casa reale”. D’altro canto qualcuno dice che il nome era derivato da “Basilisk” un serpente mitologico, quale creatura che può uccidere con uno sguardo e per molti anni questa pianta venne riconosciuta come velenosa o con “poteri maligni”. Allo stesso tempo un’applicazione di quest’erba veniva prescritta contro i morsi e pungiglioni. Altri rammentano l’uso negli infusi in cui venivano usati fiori per combattere tensioni nervose, costipazioni e insonnia. Il basilico è un disinfettante naturale utilizzato per pulire ferite o una forte infusione può essere usata per disinfettare morsi e punture con pungiglioni. C’è anche il suggerimento che vede l’infuso di foglie di basilico nel vino, adatto cosmeticamente e sulla pelle per chiudere i pori rimasti aperti. Altra applicazione vede le foglie di basilico applicate secondo un metodo antico con sale marino ed olio vegetale a costruire una mistura aromatica quale un olio dalla fresca fragranza usato come tonico per il corpo. Il basilico è stato usato a lungo come rimedio medicamentoso e un’infusione di foglie da basilico e limone è consigliato per alleviare i sintomi del diabete. L’origine del basilico risale in India (è indiano), dove veniva considerata un’erba sacra. Gli indiani osavano considerarla una pianta sacra e dato che l’avresti trovata solo nei dintorni dei templi indiani, loro non la mangiavano.


Dall’Asia e Africa il basilico trova la sua strada attraverso l’Iran (Persia), fino a giungere in Grecia, dove la piccola lucente varietà di foglie viene utilizzata per addobbi alle porte delle case. I greci attribuivano potere e fortuna, ma anche loro non lo mangiavano. Gli italiani d’altro canto, scoprono le virtù culinarie del basilico ed i liguri, più propriamente quelli di Genova, sfruttano una combinazione di macchia sabbiosa degli Appennini, il caldo sole e la gentile brezza marina che davano un basilico della più invidiabile qualità. Un detto genovese dichiara che, lasciare il basilico fuori alla brezza del mare contribuisce a determinarne la dolcezza dell’aroma. E non ci sono dubbi sul pungente aroma di questo prodotto locale. Una dipendente che lavora all’azienda agricola da parecchi anni dice che non sente il profumo del basilico, ma suo marito e gli amici, addirittura, glielo sentano addosso sui vestiti. E’ questa forte “aromatica qualità” che aiuta il basilico a tenere lontani i parassiti, o utilizzato per pesticidi, o negli aromi che profumano la casa.

La varietà nelle foto è basilico Genovese D.O.P questo cultivar viene coltivato nelle piane di Luni (SP).